26. nov, 2017

Novembre

Sabato scorso  ho teminata la mia esperienza di MAESTRAINVIAGGIO letture con il Kamishibai e volevo raccontarvela un po'.

Io e Noemi, la proprietaria della libreria CAMPANELLINO che mi ha gentilmente ospitato per il mio progetto, ci siamo conosciute per caso su Instagram. Io le ho mostrato la mia idea e lei subito entusiasta ha accettato, cosi a scatola chiusa e per me quando succedono queste cose c’è solo una certezza ANDRA’ TUTTO BENE.

E cosi è stato…

Fare laboratori con i bambini mi diverte molto, confrontarmi con bambini che non sono i bambini del mio asilo è una cosa che mi spaventa sempre un po' ma che al tempo stesso mi mette alla prova, mi da energia positiva. Perché poi i bambini sono tutti uguali ,nel senso che il loro animo puro gli consente di avere un approccio verso le novità sempre molto delicato ma concreto.

Ho conosciuto Allegra una bimba adorabile alla quale ho promesso prima o poi di portarla in una libreria a leggere le fiabe insieme.

Ho conosciuto persone diverse dalla mia solita cerchia di vecchi amici, ho conosciuto persone che mi hanno accolto facendomi sentire bene, quasi a casa.

Ho assistito ad una dichiarazione d’amore e di matrimonio in perfetto stile fiaba. Spero che mi porti fortuna….

Ho conosciuto una nuova parte di me.

Era questo il senso del progetto , era viaggiare e far conoscere a persone ciò che amo fare, ma anche semplicemente chi sono, ed io conoscere loro.

Io sono una che si affeziona facile, una che chiunque le si avvicina un po' rimane incastrato nella mia vita. La nostra storia la facciamo noi con tutto ciò che ci viene offerto: persone, possibilità luoghi.

Spesso ho pensato che viaggiare fosse per me la cura migliore per questo mal di vita che spesso mi piglia, ed invece in questo mese lontano ( almeno nel fine settimana) dalla mia routine mi sono sentita persa.

E’ un momento strano, questo, dove non sto bene in nessun posto, dove spesso ,sbagliando , affido la mia felicità a mani che invece possono solo accarezzarmi. Ci sono stati  momenti dove per la prima volta ho sentito il bisogno di starmene a casa mia, dove ho sentito che TORNARE era qualcosa che mi faceva essere felice.

Ma oggi che non sono partita ho sentito che mi è mancato qualcosa.

E’ stato un mese dove ho sperato che le mie migliori amiche potessero giustificare in cuor loro la mia latitanza, è stato un mese dove ho sentito che per creare complicità con delle persone nuove ne ho persa un po' con quelle “ vecchie”. E questa è una cosa a cui non avevo pensato.

Ma rifarei tutto, perché le cose vanno sperimentate per scoprire se ci piacciono o no e a me nonostante alcune mancanze questo mese è piaciuto un sacco.

Perché mettermi alla prova e vedere che bene o male ne esco viva è un qualcosa che mi da la forza di credere che potrò un giorno essere veramente felice, potrò un giorno riuscire a guardarmi dentro ed essere fiera di me.

Nella foto che ho pubblicato per raccontarvi un po' di questo pazzo novembre mi vedete stampare la mia mano su un foglio pieno di manine gia stampate …

Le persone che ho incontrato e che incontrerò in questa mia pazza vita faranno della mia vita una vera opera d’arte.

Umiltà? Vieni a me!!!

A presto