29. ago, 2017

Verità scomode ma coraggiose

"CHI TORNA DA UN VIAGGIO COME E' PARTITO SIGNIFICA CHE NON HA VIAGGIATO VERAMENTE"

Ho letto questa frase mille volte e quasi sempre il caso me la mette sotto gli occhi quando il mio viaggio è al termine.

E cosi oggi in questa mia ultima giornata di sole mi è tornata in mente questa citazione e mi sono messa a pensare a gli effetti collaterali di questo mio viaggio in compagnia, alle scoperte fatte e ai pensieri che come sempre mi accompagnano nel ritorno a casa.

Ho scoperto che cercare di parlare la lingua del paese dove mi trovo mi stanca sia fisicamente che mentalmente ma questo comporta un dono della sintesi che fa sembrare tutto facile e che in Italia non ho.

Ho scoperto che adoro i tempi lenti degli spagnoli ma che però non sono sempre cosi lenti: ho visto infatti camerieri sfrecciare da una cliente all’altro con 36 gradi all’ombra e un tasso d’umidità del 150%, il tutto con il sorriso sulle labbra e una testa piena di parolacce per quei clienti  vacanzieri me compresa!

Ho scoperto che viaggiare in compagnia è piu difficile che viaggiare soli, si deve scendere spesso a compromessi e questo può non essere facile ma nel mio caso lo è stato. Se non avessi fatto questo viaggio con Manu non avrei scoperto cose di lei che nemmeno immaginavo e credo che lei possa affermare lo stesso di me, ma abbiamo anche scoperto che sappiamo scendere a compromessi l'una per la feicità dell'altra. ( Non potrò dimenticare la sua faccia nella serata dedicata alla paella e sangria sedute in un ristorante in piena città un pò esoso ma ne è valsa la pena)

Ho scoperto ancora una volta che atterrare in terra spagnola mi da un senso di pace che non provo quando atterro a Roma. Amo starmene in terra straniera dove tutto può essere ancora fatto , dove nessuno ti conosce e non corri il rischio di incontrare qualcuno e far finta che vada tutto bene. Sono consapevole che questi pensieri li ho perché sono in vacanza e che la vita vera è ben altra, ma ogni volta che arrivo in questa terra sento di star bene, di volerle appartenere e magari  scoprire poi che invece non era cosi bello come sognavo o speravo.

Questo viaggio ancora una volta mi regala la consapevolezza che ho voglia  di fare almeno una volta nella vita un viaggio di sola andata, vorrei perdermi per poi ritrovarmi. Vorrei tornare a Roma e sentire un senso di appartenenza che invece non sento piu da tanto tempo. Vorrei poter dire di averci provato ed esserci riuscita…Vorrei non sentirmi in bilico tra tutti i miei vorrei ( come canta Giuliano dei Negramaro).

Ogni viaggio che faccio mi regala la consapevolezza che vorrei disegnare un grosso punto nero su alcune cose e ricominciare da capo, vorrei non sentirmi precaria nonostante il mio contratto a tempo indeterminato.

Adoro il mio lavoro, adoro stare con i bambini, crescere con loro. Adoro scrivere fiabe per i più piccoli e pensare che per realizzare un sogno ne devo abbandonare un altro alcune volte mi fa soffrire, perché odio dover scegliere soprattutto quando si tratta dei miei di sogni.

Il grande dilemma RIMANERE E SCRIVERE O ABBANDONARE TUTTO E RICOMINCIARE LONTANO?

Vorrei poter fare una valigia con dentro le miei fiabe e lasciarmi guidare dal cuore, dalla passione, dalla voglia di fare. Vorrei far conoscere cio’ che scrivo a tanti bambini , vorrei non dovermi fermare. Qualcuno mi ha detto che il mio “mal di vivere “ dipende dalle aspettative sempre troppo alte che ho e credo che questo qualcuno abbia ragione

In questo viaggio ho pensato e ripensato …...

 e alla fine.... provo a fare cosi: provo a tirar fuori il coraggio che i miei sogni meritano. In questo anno lavorerò sulle mie fiabe rimanendo su questa terra, nella mia città nel mio paese, cercherò di raccontare a voi che vivete sotto il mio stesso cielo che ho un gran desiderio quello di stare al passo con i miei sogni di scrivere e di immergermi nel mondo dei più piccoli!

Preparatevi che vi porto via con me !