13. ott, 2018

Facebook mi ricorda che ben due anni fa ho aperto questo blog. Mi ricorda che lo presentavo come un qualcosa di cui mi sarei presa cura e lo avrei fatto con  amore proprio come si fa con un figlio, o il nostro adorato animale domestico , o con il marito o compagno di turno quello per la vita. Stamattina mentre bevevo caffè  nel silenzio di casa mia ho pensato se avevo mantenuto la promessa fatta e la risposta è stata NI

Si lo so Ni non significa molto anzi NI è un qualcosa che va verso il no piuttosto che il si e devo ammettere che mi sono sentita un po' sconfitta. Perché in realtà i piani erano altri. I piani erano riuscire a scrivere un post ogni 3 settimane, parlarvi delle mie fiabe, aggiornare costantemente la sezione LIBRI SCELTI DA ME con le relative case editrici ma non ce l’ho fatta.

Perché? Semplice perché all’inizio è tutto fattibile, all’inizio c’è l’entusiasmo , all’inizio ti vengono in testa mille idee e tu pensi di farcela veramente ma poi ecco che cominciano ad arrivare i primi contrattempi perché magari il periodo che vivi è pieno di cose non tanto belle. Allora decidi di non scrivere nulla per non far diventare triste chi ti dedica il suo tempo leggendoti. Oppure cerchi di riorganizzare la tua vita sentimentale e allora invece di stare al pc a prenderti cura del tuo blog decidi di prendere un treno e raggiungere la città del tuo lui e passare con lui il tuo tempo libero.  A si poi nel frattempo decidi di scrivere un libro per bambini. Trovi una casa editrice che lo pubblica e tu sei felice. Scrivi anche un post nel blog per celebrare l’evento ma poi per far pubblicità al libro e per far conoscere un po' il tuo progetto accantoni ancora una volta il blog. E poi vai in vacanza, poi c’è Natale , Capodanno, la Befana e poi ancora Pasqua…. Tu vivi e il blog un po' si impoverisce o meglio passa semplicemente in secondo piano.  Ma a distanza di due anni posso dire che va bene così. La vita se si ha voglia come me di raccontarla va vissuta, la vita per poterla assaporare come merita bisogna dedicarle tempo, tempo senza telefono, tablet, pc, foto, post storie, stati whataspp. La vita per poterla poi raccontare su un blog bisogna riempirla di emozioni belle? Brutte? Non importa l’importante è che siano vissute al 100%, elaborate e poi perché no raccontate. Mi sono riletta i miei post e tutto ciò che ho scritto fino ad ora lo riscriverei mille volte, alcune cose mi piacciono altre mi sembra di essermi spogliata troppo non portando rispetto alle persone di cui raccontavo (tanto non lo sapranno mai che ho scritto di loro). I post migliori riguardano quelli sui miei viaggi forse perché è li che viene fuori la vera me stessa, forse perché quando viaggio lascio a casa tutto e riesco a vivere a 360% cio che mi capita.  Mi sono riletta e c’è sempre una linea che guida tutto ciò che scrivo la smania di arrivare ad ottenere serenità, gioia, risultati , approvazione….

Vorrei promettervi che da oggi in poi mi prenderò cura del mio blog in modo diverso con piu amore, ma l’unica cosa che posso promettervi è che non smetterò mai di scrivere di me della mia vita e di tutte le persone che mi circondano che la rendono imperfetta ma fottutamente intensa. Le persone che mi fanno del bene ma anche quelle che mi fanno del male.

Ci vuole tutto…quindi mettetevi comodi, preparate pop corn e coca cola che anche se un pò a rilento vi scriverò e spero vi piaccia

 

3. ott, 2018

“ Siamo sempre di dove vogliamo essere il resto è semplice geografia delle scuse “ questa frase è tratta da un libro di ZELDA WAS A WRITER  " FARFALLE IN UN LAZZARETTO " e la prima volta che l'ho letto ho pensato a quanto fosse vera. Sono anni che combatto con il desiderio di andare a vivere a Madrid, sono anni che mi sento di tradire un po' il mio sogno rimanendo incollata a questo piccolo paesino alle porte di Roma.

Ci ho provato devo ammetterlo, ho fatto qualche colloquio , ho provato a diventare una freelance , ho fatto due conti per vedere se con i soldi messi da parte riuscivo a sopravvivere il tempo necessario per cercare un lavoro vero a Madrid ma nulla ho dovuto riporre il mio sogno nel cassetto. Ma questo non significa che ho smesso di amare quella città anzi ne ho fatto qualcosa di più!!!!!!!

L’ho resa il mio sogno che non smetterò mai di sognare, l’ho trasformata in qualcosa che , visto che non riesco ad avere come voglio,non smetterò mai di corteggiare. L’ho trasformata nel mio rifugio preferito.

E’ una città in cui vado quasi sempre sola, le uniche due persone che ci ho portato sono state la mamma e la mia migliore amica. Le ho portate perché a loro rimanesse impresso il mio volto una volta arrivata in terra madrilena. Perché è li che riesco ad essere me stessa, è li che tutto si placa.

Sono giorni questi dove non vedo luce, ho avuto dei problemi sul lavoro, mi sono interrogata più volte sul mio lavoro su Instagram fatto per pura passione, e no per guadagno, ma che comunque mi porta via del tempo ( i 541 albi illustrati li ho letti uno ad uno).Mi sono chiesta se il mio progetto MAESTRATRALEFIABEINVIAGGIO abbia davvero senso perché mi sbatto veramente molto per cercare librerie , biblioteche spazi ludici dove poter andare ma sembra sempre tutto cosi difficile. La parola investire fa paura a tutti anche ai più coraggiosi e capisco la difficoltà ad investire su di me perché alcune volte anche io tentenno. Sono giorni in cui dopo tanto tempo mi sento in bilico ,spiazzata. Mi sento come se avessi perso il treno ed ora non so se rifare il biglietto o tornare a casa.

Mi sento che vorrei rimpastare tutto…. Ed in questo turbinio di sensazioni che mi viene in mente lei il mio rifugio , le due braccia pronte ad accogliermi senza fare domande. In questo momento l’unico posto dove vorrei essere è a 1363 km di distanza da qui. Vorrei essere li cosciente del fatto che sarebbe un po' scappare da tutte le cose che qui non vanno. Cosciente del fatto che ancora una volta non potrebbe essere per sempre, cosciente del fatto che il biglietto di ritorno è sempre nella borsa. Ma mi piace cosi tanto l’idea che lei ci sia sempre per me, che è sempre pronta ad accogliermi senza fare domande.

E’ un momento questo che vedo tutto in confusione che vedo tutti i tasselli sparsi e non sono convinta che il risultato, una volta incastrati, mi piaccia. E allora penso alla mia città del cuore MADRID. Penso ai churros con la cioccolata calda, penso a “ el corte ingles” al  panino con i calamari. Al tempo libero da passare seduta in un caffè in Plaza Mayor. Perché lo sapete cosa ho scoperto una volta stando la che la pace che provo mi fa venire voglia di tornare in Italia e mettermi all’opera. Ho imparato che per desiderare ardentemente una cosa quella cosa dobbiamo non possederla. Un po' come la felicità che per poterla assaporare dobbiamo prima passare sotto la tempesta. Io per continuare a desiderare la mia vita da maestra, da pseudo scrittrice  devo smettere di farlo , devo allontanarmi e guardare da lontano. Ho cercato il calore che mi offre Madrid qui nella mia casa, nella mia città ma credo che sia proprio questo il mio più grande limite , perché io qui non ci sono riuscita. io sono di quella città  anche se abito qui, anche se i miei cari sono qui. ma alcune volte penso che la ami cosi tanto proprio perchè non la vivo .

E' cosi strano l'essere umano pronto a tutto per un qualcosa che non ha e disposto a poco per quel qualcosa.

Aspettami che torno.

10. set, 2018

Qunado ho voglia che qualcosa mi rimanga impressa nella testa mi viene subito in mente di scrivere di lei. E cosi voglio ricominciare a scrivere sul blog parlandovi di una delle cose che ho amato fare la scorsa estate. Il mio viaggio da sola in Andalusia. Sono partita un po' pensierosa perché sapevo che non sarei stata piu me stessa al mio ritorno perché un viaggio ti cambia sempre un po'. Ma ero un po' pensierosa anche perché stavo fuori 10 giorni. Il viaggio piu lungo che ho fatto  sola.

E’ stato un viaggio con due costanti a camminarmi accanto: Il sole e il caldo.

Sempre, sempre, sempre.

Mi sono mischiata tra turisti che provenivano da diversi parti del mono ( pochi Italiani ), mi sono mischiata nei colori sempre accesi perché probabilmente baciati dal sole. Mi sono vista parlare a stento uno spagnolo  divertente , ma comprensibile alle persone che comunque avevo di fronte. Mi sono vista imbattermi tra mappe stradali , vicoli , autobus persi e quelli presi. Ho viaggiato con un occhio sul panorama e l’altro nel mio interno. Io sempre cosi silenziosoa quando sono lontana da tutti. Mi sono ritrovata spesso a pensare a come sarei potuta diventare se alcune cose avessi avuto il coraggio di lasciarle cosi come erano, o altre avessi avuto il coraggio di cambiarle prima.

Mi sono spesso ritrovata con una coca cola in mano e un libro nell'altra assaporando quel senso di libertà dal lavoro ma anche e soprattutto dalle responsabilità. Ho trovato il coraggio di dormire con il cellulare spento sapendo che da cosi lontano non avrei avuto modo di aiutare nessuno. Ho vissuto senza ansie, ma con addosso il peso di aver lasciato a casa persone a me importanti, ma questo viaggio me lo dovevo, lo volevo e l’ho fatto.

L’ho condiviso con chi ha avuto la gioia di segurmi su instagram , l’ho condiviso con chi  ogni giorno ha trovato un  momento per chedermi come stavo. Mi sono goduta tramonti sul mare con la birra e persone nel cuore, mi sono goduta anche i giorni malinconici che mi hanno regalato lacrime che forse avevo trattenuto troppo mentre ero a casa. perchè sento di dovermi sempre mostrare forte anche quando no9n lo sono.

Insomma è stato un viaggio che aveva come parola d’ordine LIBERTA’. E cosi è stato. Ho scattato foto sapendo che cio' che i miei occhi avevano visto non potevano dimenticare, ma le ho scattate per fermare il tempo ancora, ancora,ancora.

E’ stato un viaggio bellissimo che mi ha fatto scoprire  quanto è stato importante aver lavorato su me stessa e sullo stare bene senza aver nessuno accanto .

Perché gli altri devono essere solo un valore aggiunto per la nostra felicità e non la nostra felicita.

Viaggiate sempre...

17. giu, 2018

Ieri chiusa nel mio mondo fatto di divano e serie tv (prima però avevo fatto ginnastica, una lavatrice e steso) mi sono imbattuta in una canzone di Nicolo Fabi che si intitola “VINCE CHI MOLLA”.

Si lo so ha fatto strano anche a me questa frase, perché siamo abituati a vedere colui che molla come un debole, un vigliacco. Ci hanno insegnato a lottare, a non perdere mai la speranza. Ad inseguire i sogni a rincorrerli se è necessario, a non abbattarci mai ed invece oggi vi voglio raccontare della forze di chi MOLLA.

Ho imparato che nella vita, nell’amore, nel lavoro e nelle amicizie alcune volte la chiave per star bene è mollare. E’ avere la forza di lasciare andare le cose che purtroppo non possiamo più aggiustare. Ho vissuto momenti che la voglia di combattere era più forte di quella di abbandonare ma più combattevo e più mi affannavo e soprattutto le cose non cambiavano. Ho vissuto storie che con il tempo ho capito che l’unica cosa da fare per star meglio entrambi era lasciare l’altro libero di andare e per quanto male mi faceva il tempo poi mi ha dato ragione.

Vince chi molla chi trova il coraggio di ammettere la “sconfitta” ma solo dopo avercela messa tutta , vince chi nel lasciare andare riesce ad assaporare il profumo della serenità. Vince chi riesce ad ammettere che non vuole più andare all’università e trova il coraggio di farlo, vince chi nonostante il capo sia uno stronzo riesce comunque a farsi scivolare le cose addosso e va a lavoro con il sorriso sulle labbra. Vince chi riesce a dire addio al proprio uomo o alla propria donna senza lasciarsi consumare dal senso di colpa, perché purtroppo non sempre c’è il lieto fine. Vince chi riesce a convivere con l’idea che alcune cose non dipendono da noi , che non possiamo aggiustarle o cambiarle.

Il testo di Nicolò Fabi è un testo forte in alcuni tratti struggente cosi come la melodia cosi come il video , ma è un testo  che ci racconta veramente l’importanza del vivere senza una morsa al collo che toglie il respiro. Bisogna trovare il coraggio di non trattenere nulla che non vuol stare con noi, bisogna avere il coraggio di lasciare andare momenti, situazioni anche se costano addii difficili o mutamenti che all’inizio possono essere complicati da comprendere e da vivere.

E’ una vita dura dove spesso non si sa cosa fare, come comportarsi ma a tutto c’è una soluzione e se soluzione non c’è perché affannarsi??. Alla fine come dice Nicolò Fabi  VINCE CHI MOLLA ma fatelo solo dopo avercela messa tutta!!!

31. mar, 2018

Non esistono per me le mezze misure……

Per me una cosa o è bianca o è nera.

Dolce o salato

Cotto o crudo

Dentro o fuori

Pioggia o sole

Tanto o poco

Mattina o notte

Presto o tardi

Puntuale o in ritardissimo

Stirato o sgualcito

Piccante o sciapo

Ecco vivo in questo modo da ormai 38 anni e mi chiedo , spesso, se è giusto o sbagliato.

Mi chiedo se il mio essere cosi in tormenta non sia dovuto a questo fatto di non riuscire a stare in mezzo

Sono giorni in cui mi vedo costretta a stare in equilibrio tra ciò che vorrei realizzare e quello che realmente posso realizzare, sono costretta  a stare appesa ad  un telefono in attesa di notizie e tutto ciò non mi piace. Tutto ciò non mi fa vivere ma mi fa semplicemente attendere.

 E cosi stamattina quando mi sono svegliata ho visto una cosa stranissima nel mio letto … Una parte di questo, la mia, aveva le lenzuola sgualcite l’altra era perfettamente  ordinata. Allora ho pensato che forse la vita poteva essere anche cosi una parte sgualcita e una in tiro, ho pensato che ci potrebbero essere periodi di stallo o momenti in cui una cosa è bianca e altri in cui è completamente nera. Potrei in vista dei 39 provare a vivere in un modo diverso, NEL MEZZO che solo a scriverlo mi fa venire l’orticaria.

Potrei….

Potrei in questi giorni di festa che si avvicinano, provare a perdermi nella tranquillità della mia famiglia, nel sorriso dei miei nipoti, senza pensare che potrei aver avuto altro se fossi riuscita a stare nel mezzo, in attesa. Potrei provare a star bene con me stessa e non pensare troppo a tutte le volte che ho tirato la corda per fare in modo che questa si rompesse per uscire dallo stallo.

Potrei……

Poi vi racconterò se ci sono riuscita.

                                                                                                                       

                                                                                                                        Pasqua 2018