1. giu, 2017

Oltre

Si lo ammetto, non sono riuscita sempre ad andare oltre le mie paure o a inseguire fino in fondo i miei desideri. Da piccola ho sognato di lavorare con "Medici senza frontiere", di recarmi nella "parte sbagliata" del mondo e portare il mio umile aiuto , o semplicemente la mia compagnia, le mie braccia tese pronte per un abbraccio o le mie labbra pronte a sprigionare un sorriso o un bacio. Ma avevo paura e allora non l'ho fatto. Poi sono diventata grande, i desideri sono cambiati ma di quel periodo mi è rimasto dentro quel senso di incompiuto.

 Cosi in una delle solite notti con poco sonno, ho pensato a due bambini con cui passo le giornate a scuola. Loro sono uno l'esatto opposto dell'altro: uno bianco e uno nero, uno con i capelli biondi e l'altro neri ma neri neri, uno parla l'italiano l'altro un miscuglio di lingue....ma se voi poteste vederli gioacare capireste quanto c'è da imparare dai bambini da loro due loro così diversi senza farci caso. Loro nelle loro culture diverse, lingue diverse hanno imparato a stare insieme senza farsi troppe domande,senza pensare al perchè uno ha la pelle chiara e l'altro scura. Loro sono riusciti ad andare oltre, a fregarsene delle differenze e a giocare insieme, loro sono sicura le loro differenze nemmeno le hanno notate. Ho scritto questo racconto perchè questi due bambini una cosa me l'hanno insegnata: che il diverso può comunque insegnarci qualcosa anche solo se fosse riuscire a conviverci!

Le cose nuove, le cose che non conosciamo come spesso anche i nostri limiti in qualche modo ci fanno perdere qualcosa, ci fanno paradossalmente vivere senza troppi scrolloni o terremoti, ma al tempo stesso ci impediscono di vivere a 360 gradi la nostra vita.

In questo racconto ho voluto vincere la paura di fare delle illustrazioni diverse, poco convenzionali per un racconto per bambini, sono andata oltre e ho imparato a lavorare con Laura che è distante mille km da Roma. Ho provato il brivido di far vedere la bozza del racconto a mia mamma e prendermi in qualche modo la responsabilità di sentirmi dire un " non mi piace " ( in realtà le piace tantissimo il racconto ). Ho provato ad andare oltre la mia paura di trattare un tema forte e di non essere all'altezza. Mi sono messa in gioco provando delle strane sensazioni alcune conosciute altre un pò meno. Ma sono andata avanti!

Volevo a tutti i costi dar voce e anima a un qualcosa che mi circolva sotto pelle: dovremmo tutti vivere con il freno tolto, dovremmo imparare a buttarci nelle situazioni, dovremmo imparare a tendere la mano e rischiare di rimanere soli comunque. Dovremmo imparare che spesso non ci vengono date seconde possibilità quindi meglio dare se stessi subito, senza riserve, meglio consolare le lacrime di un amico  oggi , piuttosto che vederlo andar via domani e rimpiangere il tempo passato insieme.

Facciamo come Mattia e Tarek prendiamoci per mano noi e le nostre paure, noi e le diversità  noi e i limiti che la vita ci pone e cerchiamo di arrivare dall'altra parte del fiume...magari qualcosa di bello ci aspetta.

Ecco questo è il mio nuovo racconto!

Grazie a Laura per le illustrazioni, il suo tempo e a Orlando per aver sopportato che io e Laura stessimo al telefono per ore ed ore....andando oltre le distanze, ma alla fine il risultato almeno per noi è stato bellissimo!