25. mar, 2017

Io e te come nelle favole

Sono una che tiene molto alle ricorrenze sia nel bene che nel male. E cosi questa mattina quando ho aperto gli occhi ho avuto un flash…. Ricordo ogni minimo particolare di quel giorno la mia insoddisfazione, la mia inadeguatezza.Ricordo che era un venerdi, il venerdì prima di Pasqua …da li a poco avremmo fatto l’ennesimo viaggio ,l’ennesima partenza separati…

Be io quel venerdì non ce l’ho fatta e cosi mentre buttavo due tappi di latta di due birre ghiacciate ricordo di aver detto 5,6 parole in fila di quelle che feriscono, di quelle che non ti aspetti ,di quelle che se me le ricordo io figuriamoci chi le  ha ascoltate. Le ho dette perché le avevo sulla punta della lingua, le ho dette perché per tanto tempo le avevo ingoiate, le ho dette perché le situazioni che non vanno più non si cambiano da sole ma dobbiamo aver il coraggio di smuoverle noi. Le ho dette perché per la mia vita sognavo altro, sognavo il non dover rincorrere qualcuno, sognavo l’abito bianco, i fiori, il prete e il viaggio di nozze.

E’ stata una rottura difficile ma necessaria ed oggi a distanza di tempo penso che l’unica cosa che cambierei è il mio spirito di accettazione che mi fa ingoiare rospi ma che poi mi fa vomitare cattiveria. A distanza di 1 anno sono convinta che sognerò per sempre l’abito bianco i fiori ,il prete, il viaggio di nozze ma imparerò a non dover sopportare per forza.

Lui è stata una persona che mi ha insegnato la semplicità delle piccole cose,  ha accentuato il mio amore per il mare e il mio amore per il viaggiare. Lui è stato quello che ha creduto in me , nelle mie fiabe, mi ha insegnato il coraggio di sperimentare, scoprire….e allora vi starete chiedendo “perche’? “ e la risposta è semplice…. Perché io volevo altro. Io volevo la favola, egoisticamente volevo essere il centro del suo mondo, senza distrazioni. Volevo essere la sua prima preoccupazione, il suo primo pensiero, volevo che lui sentisse il bisogno di stare con me come, come una mamma lo sente per il figlio, come la pizza lo sente per la birra, come i tacchi lo sentono per un bellissimo vestito lungo , elegante. 

Ma credo che amare sia una cosa diversa, credo che amare prima di tutto sia libertà di poter essere ciò che vogliamo. Ai miei bimbi a scuola spesso lascio la libertà di sperimentare di vedere fino a dove arriva il loro coraggio, la loro determinazione e spesso capita che le cose non vadano come loro credono e allora intervengo, che sia un bacio un super abbraccio o parole di conforto. Loro non devono mai pensare che io per loro non ci sia.

Ecco vorrei imparare ad amare il prossimo come faccio con i bambini, con la libertà di chi ti vuole bene e si fida di te. E solo 1 anno fa quando mi è stato chiesto un abbraccio o parole di conforto ho pensato che ne avessi bisogno anche io e nessuno dei due ha fatto il primo passo anzi io ne ho fatto uno indietro.

Avrò il mio abito bianco, il prete, gli amici, i fiori e il viaggio di nozze. Vedrò il mio sogno realizzarsi e se succederà sarà anche a questa esperienza e se non succederà… Be vi avrò fatto vedere almeno come volevo il MIO ABITO BIANCO ED IL MIO BOUQUET….

Grazie Monica Fraternali per il disegno, esprime esattamente ciò che sono  una donna con l’abito bianco che aspetta, que espera el hombre de su vida!