16. apr, 2019

Torno a parlarvi di me dopo circa sei mesi....

Non sono cambiata molto se non  per il solito intruso che non vuole nulla di serio ma solo tenermi a debita distanza, che vuole la donna profonda ma poi quando pensa... 'pensi troppo'. Io che del mio cervello ne faccio un vanto sentirmi dire che penso troppo è un complimenti. 

Non sono cambiata molto ho fatto pero altri due tatuaggi, uno per simboleggiare la mia passione per i libri e il caffe, il secondo per ricordarmi che se si sbaglia bisogna sempre riprovare OTRA VEZ. 

Non sono cambiata molto, ho solo pubblicato un nuivo libro per bambini un libro per parlare di crescita, indipendenza e genitori un po' apprensivi.

Non sono cambiata molto ho solo girato  tutto l'inverno tra librerie al nord  dove mi sono sentita veramente a casa, amata, apprezzata. Ho girovagato conoscendo tanta gente con la mia stesse passione e amore verso i libri.

Ho viaggiato ancora una volta sola apprezzando la mia libertà.  Ho viaggiato in compagnia aspettando poi ciò che non è arrivato. 

Sono stati sei mesi pieni di tutto appunti presi, di sogni scritti a quattro mani. Di collaborazioni, di progetti, in una scuola primaria, portati a termine. Mesi in cui ho lavorato  e portato avanti comunque tutto il resto. Ma come sempre se ingrana una cosa non ne ingrana un'altra ormai l'ho imparato.

Mancano pochi mesi al mio quarantesimo compleanno mancano circa 3 mesi all'estate. Sono sopravvissuta ancora ad un nuovo inverno.

Torno cosi con uno sprtitz, che la vita è cosi all'improvviso ti da un motivo valido per brindare ed io voglio essere pronta. 

16. dic, 2018

Il mio albo illustrato Natalizio?

“SVEGLIA  E’ NATALE”  

Perché ho scelto lui? Perché racconta l’importanza della famiglia in una festa così magica , così sentita da tutti anche da quelli che dicono : ‘io odio il Natale’.  Ma credo anche che lui abbia scelto me per ricordarmi di lasciar fuori al freddo il muso lungo e la malinconia una volta che varcherò la casa addobbata di mia sorella il 25 dicembre.

Perché devo farlo? Perché devo gioire all’idea di avere una famiglia, bella, numerosa e rumorosa. Una famiglia dove si va ancora tutti d’accordo, una famiglia che ancora non è stanca di organizzare pranzi e cene natalizi anche quando il Natale è solo un ricordo lontano.

 La famiglia cosi fondamentale in questi giorni di festa, la famiglia che ,per chi non ce ne ha una, questo è il momento in cui manca di più.

Io ho mia mamma , mio papà i miei fratelli, i nipoti ho tutto ma forse sotto sotto mi manca un po' una famiglia tutta mia ma vi risparmio la lamentela. Quest’anno a differenza degli altri anni in realtà scrivo per dire a chi ce l’ha una famiglia di godersela, di passarci del tempo. Chi ha una famiglia deve imparare a farne tesoro e a capire quanto è sottile il filo della vita, a quanto può essere incontrollabile il non averla più. Voglio scrivere due righe che siano un inno allo stare insieme con i tanto temuti parenti , soprattutto per noi giovani che spesso fuggiamo per rinchiuderci nelle nostre case o nelle case di amici, per sfuggire un pò da chi spesso invece di sentirlo vicino lo sentiamo lontano.

A Natale dovremmo riuscire a godere senza riserva del calore umano di una tavola imbandita a festa, delle chiacchiere superflue o di circostanza. Ricordo me e le mie cugine sospirare annoiate durante i discorsi dei miei nonni sul Natale e sulla guerra ma ora che i miei nonni non ci sono più che darei per poterli riascoltare di nuovo, abbracciarli, baciarli essere stretta da loro e dai loro ricordi.

Queste righe vogliono essere un inno all’andare almeno per due sere l’anno contro il nostro essere alternativi, il nostro essere social e immergerci totalmente nell’atmosfera natalizia. Lo so non sarà facile e non lo sarà nemmeno per me ma voglio provarci, voglio scattare foto, abbracciare i miei fratelli, stritolare i miei nipoti di baci e coccole come se non ci fosse un domani.

Vi auguro un Natale pieno di salute che è veramente l’unica cosa che conta, vi auguro di poter abbracciare i vostri cari,giocare con loro, ridere con loro.

Lascio invece un bacio e un abbraccio caloroso a chi non avrà questa fortuna, a chi dovrà combattere con la mancanza di qualcuno di molto caro, a chi dovrà combattere con i ricordi, con la nostalgia di una famiglia che magari per mille motivi non potrà essere unita.

Io invece tra un momento di gioia e uno di nostalgia custodirò con tutto l’amore del mondo UN BACIO dovessi incontrare la mia anima gemella proprio la notte di Natale.

 

28. nov, 2018

Ho sempre amato il “dietro le quinte”.Ho sempre amato scoprire e curiosare cosa si cela dietro alle cose, perché credo che solo conoscendo il “PRIMA” si può effettivamente amare e apprezzare il “DOPO”.

Ero alla fiera del libro di Bologna lo scorso marzo quando, per la prima volta, ho visto l’albo illustrato “LE VERE PRINCIPESSE CORAGGIOSE” edito da NubeOcho Edizioni. Ricordo di averlo notato perché la sua copertina rossa e dorata ha rapito subito il mio sguardo. Ho chiesto di poterlo sfogliare e quando l’ho aperto ricordo che la mia testa ha iniziato a farsi mille domande su come era potuta nascere l’idea di dar vita a un albo illustrato così originale nel suo genere. Più lo sfogliavo e più avevo voglia di sapere COME FOSSE NATO.Voi non ci crederete, ma ho avuto la fortuna di avere risposte a quelle mie domande direttamente da uno dei fondatori della casa editrice:Luis Amavisca, e quindi oggi sono qui a raccontarvele.

La casa editrice NubeOcho nasce in Spagna otto anni fa.Due i fondatori,Luís e Miryam Aguirre, che volevano creare una casa editrice che offrisse libri di qualità – principalmente albi illustrati –, che affrontassero temi importanticome UGUAGLIANZA,DIVERSITÀ,EMOZIONI edEMPATIA, il tutto senza mai trascurare le illustrazioni.

Nasce così, dalla collaborazione tra loro duee l’autrice Dolores Brown,“LE VERE PRENCIPESSE CORAGGIOSE”. Un libro nato per offrire ai piccoli lettori una nuova idea di principessa, lontana anni luce dalla solita principessa tutta corona e gioielli, una principessa che fosse alla portata di tutti, una principessa che potevano veramente sognare tutti di essere. Dolores Brown voleva raccontare la storia di donne di cui non si parla mai. Ecco allora una principessa sulla sedia a rotelle,una con la sindrome di Down che lavora e ha tanti amici, una mamma divorziata,una bibliotecaria e, sul finire, anche una principessa astronauta, per far capire ai bimbi che non esistono lavori da donne o lavori da uomini.

Casa editrice e autrice, continua a raccontarmi Luis, erano stanchi di parlare di donne perfette.Ritenevano che fosse importante parlare anche di chi perfetto non è, di quelle mamme che corrono tutto il giorno per far quadrare la loro vita con quella di chi le circonda. Non sono loro le vere principesse?

L’autrice voleva raccontare di persone reali ed è riuscita, a mio avviso, a farlo anche grazie alle illustrazioni perfettamente in linea con ciò che ha scritto. Illustrazioni semplici ma al tempo stesso eleganti che parlano tramite l’espressività del volto. Illustrazioni affidate alla mano esperta di SonjaWimmer,illustratrice tedesca che aveva già collaborato con NubeOcho. Il loro è stato un lavoro a stretto contatto che li ha portati a scegliere una copertina importante che dona valore al libro stesso. Una copertina,mi ha raccontato Luis, curata nei minimi dettagli dove nulla è stato lasciato al caso, sia nella scelta dei colori che inquella delle “nuove principesse”. I colori scelti sono il rosso e l’oro, colori che simboleggiano le famiglie reali. Le donne scelte invece sono donne che nessuno mai ha messo in copertina, sono donne su cui nessuno mai ha puntato un riflettore ma che forse quel riflettore puntato addosso se lo meritano davvero.

Perché purtroppo questo capita: la società ci bombarda di modelli da seguire e da inseguire, che però mostrano soltanto un abito perfetto senza raccontarci cosa ci sia dentro quell’abito.

Ecco, io sono convinta che invece l’abito che dovrebbe farci sentire delle principesse è quello che ci fa sentire in pace con noi stesse, libere di andare controcorrente o con la corrente se è quello ciò che vogliamo. È il percorso che facciamo per essere felici che ci porta a sentirci PRINCIPESSE, percorso che non deve portarci per forza a un castello con stanze enormi, piatti di porcellana, corone e gioielli. Spesso la direzione da seguire è quella che ci porta in una casa piena di calore umano con un principe azzurro che ci viene incontro con un sorriso invece che a cavallo. È una casa in cui abitiamo sole perché non sempre c’è il lieto fine o più semplicemente perché viverci sole era la scelta che più ci faceva stare bene.E le principesse rappresentate in questo albo illustrato sono fiere del loro percorso e lo si capisce dal sorriso che hanno disegnato sulle labbra.

Ma ricordo di essermi fatta, sempre mentre sfogliavo questo libro, anche domande più tecniche, domande riguardanti la traduzione del testo,domande sulla promozione e la distribuzione del libro e le modalità di stampa.

E cosi Luis mi ha raccontato che questo albo illustrato è stato scritto in due lingue: inglese e spagnolo. Questo perché l’autrice è statunitense ma di origine messicana. In Italia la traduzione è stata affidata a Giulia Di Filippo che mi ha raccontato che tradurre un testo per bambini è molto diverso dal tradurre un testo di narrativa per adulti, poiché il testo per i più piccini richiede un approfondimento diverso. Infatti, bisognafare in modo che i bimbi mentre leggono possano identificarsi nella storia ma, soprattutto, nei personaggi.

Il libro è uscito in Italia e in Spagna contemporaneamente mentre in America, per delle questioni burocratiche, è uscito sei mesi dopo. Ma questo vale sempre per tutti i libri editi dalla casa editrice NubeOcho.

Luis mi ha raccontato anche di questioni legate prettamente all’impaginazione e ai tempi di stampa: impaginazione che avviene quando si hanno le illustrazioni definitive. Le persone che se ne occupano lavorano sotto la sua direzione in quanto lui ricopre anche la figura di editor. Dalla prima bozza alla stampa passano circa due mesi, per questo albo illustrato ce ne sono voluti tre. La stampa avviene in Spagna, Portogallo, Slovacchia e in Cina, ma gli editori si assicurano sempre che la tipografia con cui collaborano lavori nel rispetto delle norme internazionali sul lavoro. La tiratura delle copie varia da Paese a Paese ma pensate che questo albo in America è andato in ristampa solo tre settimane dopo l’uscita (4000 copie vendute).

Insomma, dietro un albo illustrato, mi confida Luis, si nascondono sogni di persone diverse, che spesso abitano in luoghi diversi ma che lavorano per raggiungere tutti ottimi risultati che per una casa editrice significa produrre un libro che faccia riflettere. Un libro che, una volta letto, ci porti a un cambiamento positivo. Questo vogliamo, mi dice sempre Luis, portare i grandi e i piccoli lettori a un cambiamento positivo, solo così riusciremo a sopravvivere a un momento storico difficile e arido come quello che stiamo vivendo.

Quindi vi consiglio, mie care amiche e lettrici, di dare uno sguardo a questo albo illustrato, di leggerlo magari con i vostri figli e spronarli sempre a cambiare strada se non sono felici come vorrebbero, ma soprattutto di sentirsi sempre Principi ePrincipesse, anche senza una corona in testa.

 

27. ott, 2018

"QUANDO IL GIORNO DOPO SI SVEGLIO' ,IL GRILLO SI GUARDO' INTORNO , SI ALZO' DA LETTO FECE DUE PASSI E SI ACCORSE DI ESSERE ANCORA PIENO DI PACE,ANCHE SE IL SILENZIO SE NE ERA ANDATO. ALLORA PENSO' CHE FORSE IN QUEL PUNTO IN ALTO A SISìNOSTRA DEL TORACE ,LA PACE DOVEVA ESSERSI TROVATA BENEFORSE, PENSO', PER UN PO' SAREBBE PURE RIMASTA"

Tratto dall'albo illustrato UN SILENZIO PERFETTO edito da  TOPOPITTORI

 

Il silenzio...

Spesso spaventa ed invece non sappiamo che potrebbe essere fonte di benessere.

Il silenzio che spesso viene percepito come un atto da vigliacchi o da poco coraggiosi può invece , a mio parere, essere assolutamente un atto di puro coraggio e di elevata intelligenza.

Il silenzio che è difficile da trovare porta spesso dietro di se un senso di pienezza che ci distoglie dalla mancanza di qualcosa o di qualcuno.

Il silenzio che se lasciato stare , se accolto nel giusto modo può portare una visione totalmente diversa del mondo e delle perasone che ci circondano. Il silenzio che spesso quando si percepisce o lo si nota tra due persone può essere scambiato per poca complicità o per vuoto ma io credo che invece sia esattamente il contrario. Due persone che riescono a stare insieme stando in silenzio hanno raggiunto il picco massimo di complicità, perchè non hanno bisogno di riempire quel silenzio con qualcosa di futile.

Il silenzio che io continuo a non capire o forse non accettare quando mi viene dato in risposta a qualcosa, è la risposta più giusta che invece mi si può dare.Il silenzio che spesso significa rispetto quando invece noi lo consideriamo,sbagliando, indifferenza.

Il silenzio che non abbiamo mai il coraggio di vivere fino in fondo perchè spaventati da ciò che può far nascere dentro di noi è spesso piu potente di un rumore che sovrasta i pensieri.

Il silenzio se solo sapessimo capire quanto bisogno ne abbamo per stare bene con noi stessi, se solo riuscissimo a percepire quanti benefice può portare se accolto come si deve.Il silenzio che rincorriamo quando sentiamo di stare per scoppiare ma a volte cosi difficile da raggiungere,  cosi lontano cosi assente solo perchè occupato a dare quiete a chi ne ha piu bisogno.

Quando ho letto questo albo illustrato ho pensato a tutto il tempo che ho sprecato cercando di non avere silenzio intorno a me, ma mi ha fatto pensare anche a quanto invece ora amo il silenzio dentro la mia casa, o nei miei viaggi o nelle giornate dedicate a me.

Il silenzio quel suono che da PACE e che spesso se riesce ad arrivare nella parte in alto a sinistra del nostro torace può creare dipendenza.

Provare per credere.

13. ott, 2018

Facebook mi ricorda che ben due anni fa ho aperto questo blog. Mi ricorda che lo presentavo come un qualcosa di cui mi sarei presa cura e lo avrei fatto con  amore proprio come si fa con un figlio, o il nostro adorato animale domestico , o con il marito o compagno di turno quello per la vita. Stamattina mentre bevevo caffè  nel silenzio di casa mia ho pensato se avevo mantenuto la promessa fatta e la risposta è stata NI

Si lo so Ni non significa molto anzi NI è un qualcosa che va verso il no piuttosto che il si e devo ammettere che mi sono sentita un po' sconfitta. Perché in realtà i piani erano altri. I piani erano riuscire a scrivere un post ogni 3 settimane, parlarvi delle mie fiabe, aggiornare costantemente la sezione LIBRI SCELTI DA ME con le relative case editrici ma non ce l’ho fatta.

Perché? Semplice perché all’inizio è tutto fattibile, all’inizio c’è l’entusiasmo , all’inizio ti vengono in testa mille idee e tu pensi di farcela veramente ma poi ecco che cominciano ad arrivare i primi contrattempi perché magari il periodo che vivi è pieno di cose non tanto belle. Allora decidi di non scrivere nulla per non far diventare triste chi ti dedica il suo tempo leggendoti. Oppure cerchi di riorganizzare la tua vita sentimentale e allora invece di stare al pc a prenderti cura del tuo blog decidi di prendere un treno e raggiungere la città del tuo lui e passare con lui il tuo tempo libero.  A si poi nel frattempo decidi di scrivere un libro per bambini. Trovi una casa editrice che lo pubblica e tu sei felice. Scrivi anche un post nel blog per celebrare l’evento ma poi per far pubblicità al libro e per far conoscere un po' il tuo progetto accantoni ancora una volta il blog. E poi vai in vacanza, poi c’è Natale , Capodanno, la Befana e poi ancora Pasqua…. Tu vivi e il blog un po' si impoverisce o meglio passa semplicemente in secondo piano.  Ma a distanza di due anni posso dire che va bene così. La vita se si ha voglia come me di raccontarla va vissuta, la vita per poterla assaporare come merita bisogna dedicarle tempo, tempo senza telefono, tablet, pc, foto, post storie, stati whataspp. La vita per poterla poi raccontare su un blog bisogna riempirla di emozioni belle? Brutte? Non importa l’importante è che siano vissute al 100%, elaborate e poi perché no raccontate. Mi sono riletta i miei post e tutto ciò che ho scritto fino ad ora lo riscriverei mille volte, alcune cose mi piacciono altre mi sembra di essermi spogliata troppo non portando rispetto alle persone di cui raccontavo (tanto non lo sapranno mai che ho scritto di loro). I post migliori riguardano quelli sui miei viaggi forse perché è li che viene fuori la vera me stessa, forse perché quando viaggio lascio a casa tutto e riesco a vivere a 360% cio che mi capita.  Mi sono riletta e c’è sempre una linea che guida tutto ciò che scrivo la smania di arrivare ad ottenere serenità, gioia, risultati , approvazione….

Vorrei promettervi che da oggi in poi mi prenderò cura del mio blog in modo diverso con piu amore, ma l’unica cosa che posso promettervi è che non smetterò mai di scrivere di me della mia vita e di tutte le persone che mi circondano che la rendono imperfetta ma fottutamente intensa. Le persone che mi fanno del bene ma anche quelle che mi fanno del male.

Ci vuole tutto…quindi mettetevi comodi, preparate pop corn e coca cola che anche se un pò a rilento vi scriverò e spero vi piaccia