10. mag, 2019

In questo venerdi sera dove avrei dovuto “AGGIORNARE LA VOGLIA” ho pensato bene di bere un bicchiere di vino rosso nel silenzio della mia casa , di non scrivere a nessuno se non a me stessa. Ho pensato bene ad una cosa che la mia “PAZZIA” mi diceva sempre e cioè di saper convivere con l’idea che  il 50% delle possibilità in cui rimango single a vita , possano avverarsi.

E si ragazzi perché mi dispiace dirlo ma può succedere anche questo.

Può succedere che l’amore della tua vita passi tra le tue braccia ma tu non sappia trattenerlo per mille e più motivi che non hanno una spiegazione logica, può succedere che la vita ti metta davanti delle priorità e tu li per li non ci pensi, vai dritta per la tua strada senza pensare ai “cadaveri” che lasci sul cammino. Ma può succedere anche di essere tu il cadavere di qualcuno che non vede nulla al di fuori di se.

Possono succedere tante cose che ti portano comunque a ritrovarti in un venerdi sera a stare  sul divano in compagnia di una sola persona TE STESSA.

Voi ci sapete stare con voi stessi senza per forza provare a colmare la mancanza di qualcuno con qualcuno?

Io ho imparato questa bellissima arte a caro prezzo ma l’ho imparata: l'arte di bastarmi. 

L’arte di non riempire il vuoto accanto a me con chiunque, uomo o donna che sia.

Ho imparato ad avere la piena percezione di me stessa, ho imparato a stare con me stessa, a non sentirmi sbagliata perché sola.

Ho imparato che non è accontentandomi che riuscirò ad essere felice, che non sarò felice  avendo al mio fianco qualcuno che non si incastra perfettamente con me stessa.

L’arte di sapersi bastare, che alcune volte è RIFUGIO ma alcune volte è anche SCELTA, CORAGGIO. E’ essere consapevoli che non si è voluto forzare la mano, che non si è voluto scendere a compromessi perché non sempre si ha voglia di farlo.

Solo io so quanto mi sono dannata, quanto ho desiderato, e lo desidero ancora, una persona al mio fianco per viaggiare in questa vita, ma purtroppo come dicevo all’inizio non tutto dipende da noi.

L’unica cosa che dipende da noi è riuscire a stare bene , l’unica cosa che dipende da noi è riuscire a non affidare a nessuno totalmente la nostra felicità, i nostri sorrisi perché non per tutti siamo priorità.

Ho imparato a non affezionarmi a nessuno , perché siamo su questa terra siamo solo di passaggio. Perché neanche le amicizie durano per sempre perché l’essere umano alcune volte viene trascinato dal vento più forte anche se quel vento porta tempesta e non sole.

Ho imparato con il tempo, con le lacrime, con i sorrisi, con i viaggi fatti da sola l’arte di BASTARMI e quella credetemi non ha prezzo ma ha il profumo di LIBERTA’.

So che le persone che ho scelto di tenere con me sono esattamente ciò di cui ho più bisogno, compresa ME STESSA tutto il resto è solo di passaggio, tutto il resto mi fa capire solo quanto fatica ho fatto per arrivare fino a qui ma alla fine ci sono arrivata.

Navigo cosi in mare aperto, ogni tanto mi fermo in qualche porto a ridere mangiare bere ma non ho trovato ancora nessuno che mi abbia convinto a restare,  non ho trovato ancora nessuno che mi ha chiesto di farlo e allora....Navigo. 

 

22. apr, 2019

Le ultime parole che ho letto ieri sera prima di andare a dormire sono state le seguenti : PUOI ANDARE O VENIRE MA NON PUOI ANDARE E VENIRE.

Le ho lette sul profilo Instagram di un tizio e, rimasta un po' colpita dal fatto che fossero state scritte da un uomo , ho pensato che facessero proprio al caso mio.

Gia…

Non avete anche voi la sensazione , alcune volte, di combattere con  esseri che non sanno prendere una posizione?  Persone che vagano senza un buon motivo nelle vita di altre persone non correndo il rischio di ESSERE ma accontentandosi di far parte dell’arredo.

Si è  perso un po' il coraggio di prendere una posizione , di decidere da che parte stare. Abbiamo perso il desiderio di entrare nella vita delle persone e perdere di vista un pochino la nostra. Abbiamo perso il desiderio di “ mettere i puntini sulle i” scegliendo di rimanere in un limbo che ci da si un raggio di movimento enorme ma che in realtà non ci fa stare nè dentro nè fuori.

Io di questi individui non me ne faccio nulla, io di persone che stanno sull’uscio della porta della mia vita non me ne faccio nulla perché quelle persone sono da ostacolo a chi nella mia vita ci vuole entrare con prepotenza. Sono da ostacolo a che vuole uscire da quella porta perché stanco, annoiato o semplicemente perché non tutti i rapporti durano per sempre.

Io ho bisogno, costantemente bisogno di persone che sanno prendere decisioni, di persone che non lasciano nulla al caso. Ho desiderio di incontrare gente che una volta incrociata sappia cosa vuoleo farci con me. Lascio sempre, o quasi sempre, libere le persone di vagare un po' nella mia vita per il gusto di scoprirla, per il gusto mio di scoprire io la loro ma poi una volta dentro , o fuori, non si può fare “ dentro e fuori”.

Io sono una che nella vita delle persone entra sempre con molto garbo,  guardo , scruto cerco di capire se quella persona fa al caso mio e poi decido se RESTARE O ANDARE  senza mezze misure e se quella persona non riesce a fare lo stesso con me allora VADO.

Sbaglio? Me lo sono chiesta tantissime volte , ma è proprio più forte di me.

Non riesco a stare in bilico, non riesco a stare sul chi va la, non riesco a dire “ poi ci penso”, non riesco a lasciare che le cose vadano senza dare, alle cose stesse ,una piccola spinta verso ciò che in fondo in fondo desidero.

E’ un comportamento questo che ho con gli uomini, con le mie amiche e  sul lavoro.

E’ un atteggiamento che spesso fa scappare le persone, che mi rende pesante.  Ma attenzione perché spesso questo tipo di atteggiamento fa credere alle persone che io non sia capace di spensieratezza o di leggerezza non è cosi. Mi reputo una persona come quasi tutte le persone che fanno parte della mia vita, profonda ma leggera, ostinata ma umile ,combattente ma anche disertore se la battaglia non è di mio gradimento.

Dobbiamo imparare ad esporci, a correre il rischio di rimetterci qualcosa, di correre il rischio di avere l’affanno ma di arrivare al traguardo. Dobbiamo correre il rischio di mischiarci il corpo, la pelle,il sudore, i sorrisi, le mani, le lacrime, i colori,la gioia e la tristezza , la lingua , le carezze e le domeniche al mare. Dobbiamo correre il rischio che qualcuno possa mancarci, dobbiamo imparare a capire che c’è sempre spazio per ogni tipo di rapporto ma non per quello in cui uno dei due continua a venire e poi andare.

Dobbiamo correre il rischio di sbagliare, ma anche quello di essere felici o perlomeno di provare ad esserlo.

Ad esserlo esattamente come recita il mio 14esimo tatuaggio , essere felici OTRA VEZ.

16. apr, 2019

Torno a parlarvi di me dopo circa sei mesi....

Non sono cambiata molto se non  per il solito intruso che non vuole nulla di serio ma solo tenermi a debita distanza, che vuole la donna profonda ma poi quando pensa... 'pensi troppo'. Io che del mio cervello ne faccio un vanto sentirmi dire che penso troppo è un complimenti. 

Non sono cambiata molto ho fatto pero altri due tatuaggi, uno per simboleggiare la mia passione per i libri e il caffe, il secondo per ricordarmi che se si sbaglia bisogna sempre riprovare OTRA VEZ. 

Non sono cambiata molto, ho solo pubblicato un nuivo libro per bambini un libro per parlare di crescita, indipendenza e genitori un po' apprensivi.

Non sono cambiata molto ho solo girato  tutto l'inverno tra librerie al nord  dove mi sono sentita veramente a casa, amata, apprezzata. Ho girovagato conoscendo tanta gente con la mia stesse passione e amore verso i libri.

Ho viaggiato ancora una volta sola apprezzando la mia libertà.  Ho viaggiato in compagnia aspettando poi ciò che non è arrivato. 

Sono stati sei mesi pieni di tutto appunti presi, di sogni scritti a quattro mani. Di collaborazioni, di progetti, in una scuola primaria, portati a termine. Mesi in cui ho lavorato  e portato avanti comunque tutto il resto. Ma come sempre se ingrana una cosa non ne ingrana un'altra ormai l'ho imparato.

Mancano pochi mesi al mio quarantesimo compleanno mancano circa 3 mesi all'estate. Sono sopravvissuta ancora ad un nuovo inverno.

Torno cosi con uno sprtitz, che la vita è cosi all'improvviso ti da un motivo valido per brindare ed io voglio essere pronta. 

16. dic, 2018

Il mio albo illustrato Natalizio?

“SVEGLIA  E’ NATALE”  

Perché ho scelto lui? Perché racconta l’importanza della famiglia in una festa così magica , così sentita da tutti anche da quelli che dicono : ‘io odio il Natale’.  Ma credo anche che lui abbia scelto me per ricordarmi di lasciar fuori al freddo il muso lungo e la malinconia una volta che varcherò la casa addobbata di mia sorella il 25 dicembre.

Perché devo farlo? Perché devo gioire all’idea di avere una famiglia, bella, numerosa e rumorosa. Una famiglia dove si va ancora tutti d’accordo, una famiglia che ancora non è stanca di organizzare pranzi e cene natalizi anche quando il Natale è solo un ricordo lontano.

 La famiglia cosi fondamentale in questi giorni di festa, la famiglia che ,per chi non ce ne ha una, questo è il momento in cui manca di più.

Io ho mia mamma , mio papà i miei fratelli, i nipoti ho tutto ma forse sotto sotto mi manca un po' una famiglia tutta mia ma vi risparmio la lamentela. Quest’anno a differenza degli altri anni in realtà scrivo per dire a chi ce l’ha una famiglia di godersela, di passarci del tempo. Chi ha una famiglia deve imparare a farne tesoro e a capire quanto è sottile il filo della vita, a quanto può essere incontrollabile il non averla più. Voglio scrivere due righe che siano un inno allo stare insieme con i tanto temuti parenti , soprattutto per noi giovani che spesso fuggiamo per rinchiuderci nelle nostre case o nelle case di amici, per sfuggire un pò da chi spesso invece di sentirlo vicino lo sentiamo lontano.

A Natale dovremmo riuscire a godere senza riserva del calore umano di una tavola imbandita a festa, delle chiacchiere superflue o di circostanza. Ricordo me e le mie cugine sospirare annoiate durante i discorsi dei miei nonni sul Natale e sulla guerra ma ora che i miei nonni non ci sono più che darei per poterli riascoltare di nuovo, abbracciarli, baciarli essere stretta da loro e dai loro ricordi.

Queste righe vogliono essere un inno all’andare almeno per due sere l’anno contro il nostro essere alternativi, il nostro essere social e immergerci totalmente nell’atmosfera natalizia. Lo so non sarà facile e non lo sarà nemmeno per me ma voglio provarci, voglio scattare foto, abbracciare i miei fratelli, stritolare i miei nipoti di baci e coccole come se non ci fosse un domani.

Vi auguro un Natale pieno di salute che è veramente l’unica cosa che conta, vi auguro di poter abbracciare i vostri cari,giocare con loro, ridere con loro.

Lascio invece un bacio e un abbraccio caloroso a chi non avrà questa fortuna, a chi dovrà combattere con la mancanza di qualcuno di molto caro, a chi dovrà combattere con i ricordi, con la nostalgia di una famiglia che magari per mille motivi non potrà essere unita.

Io invece tra un momento di gioia e uno di nostalgia custodirò con tutto l’amore del mondo UN BACIO dovessi incontrare la mia anima gemella proprio la notte di Natale.

 

28. nov, 2018

Ho sempre amato il “dietro le quinte”.Ho sempre amato scoprire e curiosare cosa si cela dietro alle cose, perché credo che solo conoscendo il “PRIMA” si può effettivamente amare e apprezzare il “DOPO”.

Ero alla fiera del libro di Bologna lo scorso marzo quando, per la prima volta, ho visto l’albo illustrato “LE VERE PRINCIPESSE CORAGGIOSE” edito da NubeOcho Edizioni. Ricordo di averlo notato perché la sua copertina rossa e dorata ha rapito subito il mio sguardo. Ho chiesto di poterlo sfogliare e quando l’ho aperto ricordo che la mia testa ha iniziato a farsi mille domande su come era potuta nascere l’idea di dar vita a un albo illustrato così originale nel suo genere. Più lo sfogliavo e più avevo voglia di sapere COME FOSSE NATO.Voi non ci crederete, ma ho avuto la fortuna di avere risposte a quelle mie domande direttamente da uno dei fondatori della casa editrice:Luis Amavisca, e quindi oggi sono qui a raccontarvele.

La casa editrice NubeOcho nasce in Spagna otto anni fa.Due i fondatori,Luís e Miryam Aguirre, che volevano creare una casa editrice che offrisse libri di qualità – principalmente albi illustrati –, che affrontassero temi importanticome UGUAGLIANZA,DIVERSITÀ,EMOZIONI edEMPATIA, il tutto senza mai trascurare le illustrazioni.

Nasce così, dalla collaborazione tra loro duee l’autrice Dolores Brown,“LE VERE PRENCIPESSE CORAGGIOSE”. Un libro nato per offrire ai piccoli lettori una nuova idea di principessa, lontana anni luce dalla solita principessa tutta corona e gioielli, una principessa che fosse alla portata di tutti, una principessa che potevano veramente sognare tutti di essere. Dolores Brown voleva raccontare la storia di donne di cui non si parla mai. Ecco allora una principessa sulla sedia a rotelle,una con la sindrome di Down che lavora e ha tanti amici, una mamma divorziata,una bibliotecaria e, sul finire, anche una principessa astronauta, per far capire ai bimbi che non esistono lavori da donne o lavori da uomini.

Casa editrice e autrice, continua a raccontarmi Luis, erano stanchi di parlare di donne perfette.Ritenevano che fosse importante parlare anche di chi perfetto non è, di quelle mamme che corrono tutto il giorno per far quadrare la loro vita con quella di chi le circonda. Non sono loro le vere principesse?

L’autrice voleva raccontare di persone reali ed è riuscita, a mio avviso, a farlo anche grazie alle illustrazioni perfettamente in linea con ciò che ha scritto. Illustrazioni semplici ma al tempo stesso eleganti che parlano tramite l’espressività del volto. Illustrazioni affidate alla mano esperta di SonjaWimmer,illustratrice tedesca che aveva già collaborato con NubeOcho. Il loro è stato un lavoro a stretto contatto che li ha portati a scegliere una copertina importante che dona valore al libro stesso. Una copertina,mi ha raccontato Luis, curata nei minimi dettagli dove nulla è stato lasciato al caso, sia nella scelta dei colori che inquella delle “nuove principesse”. I colori scelti sono il rosso e l’oro, colori che simboleggiano le famiglie reali. Le donne scelte invece sono donne che nessuno mai ha messo in copertina, sono donne su cui nessuno mai ha puntato un riflettore ma che forse quel riflettore puntato addosso se lo meritano davvero.

Perché purtroppo questo capita: la società ci bombarda di modelli da seguire e da inseguire, che però mostrano soltanto un abito perfetto senza raccontarci cosa ci sia dentro quell’abito.

Ecco, io sono convinta che invece l’abito che dovrebbe farci sentire delle principesse è quello che ci fa sentire in pace con noi stesse, libere di andare controcorrente o con la corrente se è quello ciò che vogliamo. È il percorso che facciamo per essere felici che ci porta a sentirci PRINCIPESSE, percorso che non deve portarci per forza a un castello con stanze enormi, piatti di porcellana, corone e gioielli. Spesso la direzione da seguire è quella che ci porta in una casa piena di calore umano con un principe azzurro che ci viene incontro con un sorriso invece che a cavallo. È una casa in cui abitiamo sole perché non sempre c’è il lieto fine o più semplicemente perché viverci sole era la scelta che più ci faceva stare bene.E le principesse rappresentate in questo albo illustrato sono fiere del loro percorso e lo si capisce dal sorriso che hanno disegnato sulle labbra.

Ma ricordo di essermi fatta, sempre mentre sfogliavo questo libro, anche domande più tecniche, domande riguardanti la traduzione del testo,domande sulla promozione e la distribuzione del libro e le modalità di stampa.

E cosi Luis mi ha raccontato che questo albo illustrato è stato scritto in due lingue: inglese e spagnolo. Questo perché l’autrice è statunitense ma di origine messicana. In Italia la traduzione è stata affidata a Giulia Di Filippo che mi ha raccontato che tradurre un testo per bambini è molto diverso dal tradurre un testo di narrativa per adulti, poiché il testo per i più piccini richiede un approfondimento diverso. Infatti, bisognafare in modo che i bimbi mentre leggono possano identificarsi nella storia ma, soprattutto, nei personaggi.

Il libro è uscito in Italia e in Spagna contemporaneamente mentre in America, per delle questioni burocratiche, è uscito sei mesi dopo. Ma questo vale sempre per tutti i libri editi dalla casa editrice NubeOcho.

Luis mi ha raccontato anche di questioni legate prettamente all’impaginazione e ai tempi di stampa: impaginazione che avviene quando si hanno le illustrazioni definitive. Le persone che se ne occupano lavorano sotto la sua direzione in quanto lui ricopre anche la figura di editor. Dalla prima bozza alla stampa passano circa due mesi, per questo albo illustrato ce ne sono voluti tre. La stampa avviene in Spagna, Portogallo, Slovacchia e in Cina, ma gli editori si assicurano sempre che la tipografia con cui collaborano lavori nel rispetto delle norme internazionali sul lavoro. La tiratura delle copie varia da Paese a Paese ma pensate che questo albo in America è andato in ristampa solo tre settimane dopo l’uscita (4000 copie vendute).

Insomma, dietro un albo illustrato, mi confida Luis, si nascondono sogni di persone diverse, che spesso abitano in luoghi diversi ma che lavorano per raggiungere tutti ottimi risultati che per una casa editrice significa produrre un libro che faccia riflettere. Un libro che, una volta letto, ci porti a un cambiamento positivo. Questo vogliamo, mi dice sempre Luis, portare i grandi e i piccoli lettori a un cambiamento positivo, solo così riusciremo a sopravvivere a un momento storico difficile e arido come quello che stiamo vivendo.

Quindi vi consiglio, mie care amiche e lettrici, di dare uno sguardo a questo albo illustrato, di leggerlo magari con i vostri figli e spronarli sempre a cambiare strada se non sono felici come vorrebbero, ma soprattutto di sentirsi sempre Principi ePrincipesse, anche senza una corona in testa.